Panta rei - Panta rei

Panta rei di Martina Mondadori

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Il sottile confine delle arti contemporanee…


Sull’inserto del Financial Times di Sabato 29 settembre FT MAGAZINE c’è un approfondimento sullo stato dei vari settori di business: scienze, finanza, cinema e arti…con previsioni per il futuro. Mi sono soffermata sull’articolo dedicato alle arti e in particolare al Design, di nuovo sotto i riflettori dopo decenni di oblio (come affermato dallo stesso FT in un altro inserto di sabato, “Collecting”). Le fiere del Design di Miami e Basilea sono ormai un successo confermato. I collezionisti di arte contemporanea trovano negli oggetti di design non un’alternativa ma una complementarietà con gli artisti di arti visive, video ecc.
Ma dove finisce il design e dove comincia l’arte? O meglio: dove finisce l’arte e comincia il design? Marc Newson produce sedie e librerie che per la forma e il prezzo (150.000$ all’ultima mostra da Gagosian a marzo) sono più sculture che oggetti di design FUNZIONALE. Idem per i brasiliani fratelli Campana o per lo stesso Ron Arad. Marc Newson afferma che “produrre per una galleria invece che per un’azienda industriale permette molta più libertà creativa al designer”. Mentalità da Artista.

Un’ultima considerazione…sempre in questo articolo vengono citati i nomi del presente e quelli del futuro del Design…di Italiani neanche uno. “Tranne che per la produzione industriale che rimane in Italia”. Sono sicura che i talenti italiani giovani ci sono, eccome. Come al solito la percezione da fuori del nostro paese è sempre sballata. Forse perchè poco conosciuta?

Commenti

Buone notizie per gli italiani: il lavoro di Luca Sacchetti (www.lucasacchetti.com) è stato da poco comprato dalla galleria Sebastian+Barquet di New York che è una delle più importanti galleria di art design. E sono anche molto contenta perchè c’è dentro il mio zampino.
E' vero: sembra che intorno al design ci sia molta più attenzione che nel recente passato, ma non è forse colpa dell'arte contemporanea che da qualche tempo non sta più indicando nessuna strada? (lo dico da profano, ma ultimamente si parla più degli scandali creati dai presunti artisti che delle opere in sè) Per quanto riguarda il Belpaese non è una novità c'è forse uno scrittore-musicista-pittore con meno di 60 anni che sia veramente noto all'estero? ...ed al cinema non siamo messi meglio, o rifacciamo il neorealismo, altrimenti non ci fila nessuno.
mah, forse è sballata la percezione del Paese anche all'interno...
E' quasi off topic... riuscirai a visitare Artissima, qui a Torino? ci dici le tue impressioni? Grazie ciao
L'Italia è tagliata fuori (per colpe interne ed esterne) dal grande circuito internazionale dell'arte, quello che muove le grandissime cifre e che crea gli eventi: mi pare che tutto il resto sia una conseguenza.