Panta rei - Panta rei

Panta rei di Martina Mondadori

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Milanesi, scattiamo!!

Per fortuna c’è Gianfranco Ravasi. O meglio, che sfortuna che oramai noi milanesi l’abbiamo "perso": è un uomostraordinario ma soprattutto di una cultura stra-ordinaria nel senso letterale del termine. E così fanno discutere le sue dichiarazioni su Milano e sullo stato della cultura che per lui è priva di qualità e molto superficiale. E via tutti i protagonisti della Milano culturale a tuonare contro.

Senz’altro qualcosa negli ultimi anni a Milano si è mosso e tuttora si muove:la Triennale di Rampello ne è sicuramente l’esempio più felice. Ma non basta. E quindi penso faccia bene una critica così seria e di u n profondo conscitore della città.

Per essere capitale della cultura, ci vuole ben altro.

Ma come in tutte le cose credo che dove c’è una mancanza c’è una necessità e quindi tanto terreno su cui lavorare. In fin dei conti noi milanesi abbiamo un’opportunità.

Commenti

Forse bisognerebbe far uscire i mercanti dal tempio. E magari invitare qualche giocoliere ;) Solo per dire che finché Milano sarà amministrata da uomini in giacca e cravatta con la valigia nera vedo poche opportunità per la cultura. Servono uomini nuovi capaci di dare nuove prospettive alla città. Fuori i nomi.....
Sono d'accordo con Luca, fuori i nomi...accettiamo proposte a ruota libera...
Nel Breviario Laico di Ravasi, alla pagina odierna, lo spunto di riflessione è dato da un motto irlandese, che recita: "Dio ti dà il tuo volto. Sorridere tocca a te". Vale anche per la cultura. Gli strumenti ci sono, a Milano più che altrove. Sta all'impegno di ognuno evitare placidi sonni. Comunque scrivo per ribaltare un concetto espresso nel post e che pur condivido: con la recente nomina in Vaticano, non è Milano che "perso" Ravasi, è il mondo intero che l'ha "guadagnato"...
milano deve tornare ad essere vissuta, non solo usata. c'è poco entusiasmo e poca curiosità in giro... forse qualcosa di muove nel teatro ma la strada è davvero lunga