Martina Mondadori -

27/11/07

INDIETRO, SAVOIA!


Spettacolo TRAGICO (a dir poco) ieri sera a Porta a Porta del figliol prodigo di Vittorio Emanuele, Emanuele Filiberto di Savoia. Meglio se rimanevano in esilio...a malapena sa parlare l'italiano...

14/11/07

"Beautiful" si trasferisce a Perugia


Un solo, brevissimo pensiero che mi è sorto spontaneo vedendo giorno dopo giorno la copertura dei media principali italiani sull'omicidio di Perugia della giovane inglese Meredith. Oramai in questo paese siamo abituati a vivere i continui omicidi (ci sono sempre stati solo che ora ce li propinano 365 giorni all'anno) come continui film gialli: in prima serata, ahimè, non ci sono più i grandi thriller del grande cinema internazionale ma la brama del pubblico per i thriller è saziata dalle puntate di Chi l'ha Visto, Porta a Porta prima su Cogne poi Garlasco, Erba e ora Perugia.
Ma qui a Perugia siamo passati dalla trama di un giallo alla messa in scena di una soap-opera, tipo Beautiful: se non altro per le principali testate che quotidianamente mostrano NON le immagini della vittima, del presunto colpevole o dell'arma del delitto MA immagini di Amanda che bacia appassionatamente Raffaele; Amanda in posa; Amanda di profilo. Per poi sentirti dire che sempre Amanda riceve lettere di ammiratori in carcere " Come sei bella". Come Brooke.
Chissà: se si scopre (cosa inverosimile) che Amanda è (quasi) innocente ce la ritroveremo come minimo al Grande Fratello edizione 2009....anzi, no...già nel 2008.

03/10/07

Il sottile confine delle arti contemporanee...


Sull'inserto del Financial Times di Sabato 29 settembre FT MAGAZINE c'è un approfondimento sullo stato dei vari settori di business: scienze, finanza, cinema e arti...con previsioni per il futuro. Mi sono soffermata sull'articolo dedicato alle arti e in particolare al Design, di nuovo sotto i riflettori dopo decenni di oblio (come affermato dallo stesso FT in un altro inserto di sabato, "Collecting"). Le fiere del Design di Miami e Basilea sono ormai un successo confermato. I collezionisti di arte contemporanea trovano negli oggetti di design non un'alternativa ma una complementarietà con gli artisti di arti visive, video ecc.
Ma dove finisce il design e dove comincia l'arte? O meglio: dove finisce l'arte e comincia il design? Marc Newson produce sedie e librerie che per la forma e il prezzo (150.000$ all'ultima mostra da Gagosian a marzo) sono più sculture che oggetti di design FUNZIONALE. Idem per i brasiliani fratelli Campana o per lo stesso Ron Arad. Marc Newson afferma che "produrre per una galleria invece che per un'azienda industriale permette molta più libertà creativa al designer". Mentalità da Artista.

Un'ultima considerazione...sempre in questo articolo vengono citati i nomi del presente e quelli del futuro del Design...di Italiani neanche uno. "Tranne che per la produzione industriale che rimane in Italia". Sono sicura che i talenti italiani giovani ci sono, eccome. Come al solito la percezione da fuori del nostro paese è sempre sballata. Forse perchè poco conosciuta?

30/09/07

Milanesi, scattiamo!!

Per fortuna c'è Gianfranco Ravasi. O meglio, che sfortuna che oramai noi milanesi l'abbiamo "perso": è un uomostraordinario ma soprattutto di una cultura stra-ordinaria nel senso letterale del termine. E così fanno discutere le sue dichiarazioni su Milano e sullo stato della cultura che per lui è priva di qualità e molto superficiale. E via tutti i protagonisti della Milano culturale a tuonare contro.

Senz'altro qualcosa negli ultimi anni a Milano si è mosso e tuttora si muove:la Triennale di Rampello ne è sicuramente l'esempio più felice. Ma non basta. E quindi penso faccia bene una critica così seria e di u n profondo conscitore della città.

Per essere capitale della cultura, ci vuole ben altro.

Ma come in tutte le cose credo che dove c'è una mancanza c'è una necessità e quindi tanto terreno su cui lavorare. In fin dei conti noi milanesi abbiamo un'opportunità.

24/09/07

Il famoso Grande Fratello di Orwell...Che ne dite??

http://www.nytimes.com/2007/09/24/business/media/24adcol.html?ex=1348372800&en=ab2437017d8afc01&ei=5124&partner=permalink&exprod=permalink

19/09/07

Pensando a questi giorni in Italia...


"In this difficult day, in this difficult time for the United States, it's perhaps well to ask what kind of a nation we are and what direction we want to move in" Robert F. Kennedy, 1968


I kennedy hanno sempre suscitato reazioni opposte...basta guardare you tube, video su Bobby.. i blogger commentano in 2 direzioni opposte:" Vorrei non fossero mai morti" oppure"lo odio, odio tutti i kennedy"...Ma avete visto BOBBY, il film di Emilio ESTEVEZ? Non voglio commenti cinematografici. Vorrei vi chiedeste...avete mai provato le emozioni che provavano i suoi sostenitori per qualsiasi personaggio politico odierno?Io non credo. Quelli sapevano farti sognare, sperare, emozionare. In un certo senso forse sono stati resi "icone" per la loro morte precoce (si sa, chi muore giovane è caro agli dei...) e quindi la nostra generazione li mitizza. Mettiamo anche sia così. Ma penso sia stata una grande opportunità per chi ha vissuto quell'epoca da ventenne o trentenne. Gli americani lo esprimono bene: "Look up to someone" e sentirsi protetti, ammirare questa figura che in un certo modo si propone come padre della patria. Non ci resta che sperare che torni, anche oggi in cui noi giovani (pare) siamo disillusi o cinici o diffidenti, qualcuno che "ci faccia sognare".

"Let us dedicate ourselves to what the Greeks wrote so many years ago: to tame the savageness of man and make gentle the life of this world" Robert F.Kennedy, 1968

14/05/07

Hello world

Il primo post del blog

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